Gabriella Giuliani

La ricerca di nuovi modelli educativi si pone al centro dell’operato di ciascun docente ed è una ricerca incessante di confronto con gli studenti, laddove si voglia promuoverne l’apprendimento. Questa ricerca, a sua volta, é fortemente collegata a processi generali innovativi e di miglioramento della singola scuola e dell’istruzione nazionale. Il progetto Made in Italy, lanciato come bando del MIUR nel novembre 2015 all’interno del piano nazionale per la promozione della cultura del Made in Italy, rientra a pieno titolo nel generale processo innovativo della recente riforma scolastica della Buona Scuola ed ha trovato terreno fertile nel Liceo Artistico Russoli di Pisa, dove già era in atto un movimento di riflessione all’interno della sezione del Design Vetro.

La sezione del Design del Vetro, unica insieme a Venezia, sul territorio italiano, era nata agli inizi degli anni Sessanta a Pisa all’interno dell’Istituto d’Arte e con il maestro Mino Rosi aveva vissuto un florido periodo di lavorazione e decorazione della vetrata storica. Con la licealizzazione degli Istituti d’Arte nel 2010 si sono imposte nuove esigenze didattiche, minor tempo per i laboratori e un ripensamento sulla progettualità, che sempre più si é arricchita di nuove strumentazioni tecnologiche, software in 3D , in sostituzione di tecnigrafi e mano libera. Nel design virtuale l’idea e l’oggetto sono già visibili molto velocemente , forse anche illudendo il progettista della loro facilità d’esecuzione. Per tale motivo il recupero dell’artigianalità é perfetto complemento del mondo tecnologico e questa azione non può che essere vissuta in azienda, a contatto con la produzione vera e propria. L’Azienda Collevilca, leader nel settore nazionale della produzione di cristallo, con la quale il Liceo Russoli ha collaborato con stage di alternanza scuola-lavoro, ha contribuito certamente ad arricchire la formazione degli studenti, così come la piccola azienda La Fluorescente di Calci per la produzione del neon, altro settore di nicchia, molto versatile per lo sviluppo della creatività.
Il progetto Made in Italy, declinato in VetrIn(a)italy dal prof. Bucchi, esplicita un modello educativo e un modello di apprendimento che già si stava elaborando all’interno del Liceo Russoli. Gli ingredienti fondamentali per realizzare un intero processo produttivo di oggetti di design erano già in atto con i contatti con aziende per l’ alternanza scuola- lavoro, con nuovi aggiornamenti per i docenti sugli strumenti tecnologici, il software di modellazione 3D Solid Thinking dell’azienda statunitense Evolve. Era da aggiungere un confronto con scuole estere e grazie a questo finanziamento é stato possibile scambiare buone pratiche con il Liceo Lucas De Nehou di Parigi, piccola scuola dell’arte del vetro, dove alcuni studenti si sono recati ed hanno potuto confrontarsi, attivare un partenariato anche con un altro liceo artistico italiano, Enzo Rossi di Roma, interessato al design del vetro per la sua curvatura sull’arredamento ecclesiastico.
Le radici storiche e culturali delle scuole di design italiano non possono che fondarsi nelle produzioni del territorio e la lavorazione del vetro, la soffiatura e la modellazione artigianale rappresentano un unicum nazionale da proteggere e rivitalizzare a partire dalle giovani generazioni.
La vera ricchezza di una nazione sono le persone e la loro formazione, i patrimoni di conoscenza, competenza e cultura e non a caso l’istruzione risveglia gli interessi degli economisti in una società globale e complessa come la nostra. Imparare ad apprendere, il know how, sembra rivelarsi la competenza chiave del futuro e su questa competenza le politiche nazionali stanno incentrando i loro progetti. Il Made in Italy è stato uno di questi, ha lasciato negli studenti esperienze significative, nei docenti una speranza di innovazione, alla scuola nuovi laboratori e attrezzature. L’idea di costituire una rete di scuole europee per il design, dove ciascuna possa valorizzare il proprio “made”, rimane un obiettivo da perseguire e a cui dar voce.

Ringrazio gli studenti e le famiglie che hanno partecipato con entusiasmo alle attività di questo progetto.
I più vivi ringraziamenti vanno ai docenti della sezione design del vetro, i prof.ri Franco Salvadori e Cecilia Pastore per la costante collaborazione, ai prof.ri Roberto Martini e Aldo Filippi per i risultati del progetto grafico e visivo, ma in particolar modo voglio ringraziare il prof. Bruno Bucchi, docente di progettazione del design, ideatore del progetto VetrIn(a)Italy, senza la sua costante convinzione sulla necessità di un rinnovamento didattico, la scuola non avrebbe usufruito di questa grande opportunità di finanziamento.
Da ringraziare di cuore Giampiero Brogi e Francesco Niccolai dell’Azienda Collevilca, per la loro disponibilità e accoglienza degli studenti in azienda, così come Francesco Papini dell’Azienda La Fluorescente, il soffiatore Francesco Aiazzi per la professionalità e generosità nelle sue performance a scuola.
Un ringraziamento alle mie colleghe dirigenti scolastiche Anne Anselmo del Liceo Lucas De Nehou di Parigi e MariaGrazia Dardanelli del Liceo Artistico Enzo Rossi di Roma, che conservano ancora tanto entusiasmo per il loro lavoro.
Infine esprimo grande riconoscenza all’ispettrice ministeriale per i Licei artistici dott.ssa Flaminia Giorda, sempre pronta ad aiutarci per qualsiasi problema e alla Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici del Miur, da cui questo progetto ha avuto origine.

Gabriella Giuliani
Dirigente Scolastico